Un partito come gli altri

borsellino

Le parole di Salvatore Borsellino rappresentano alla perfezione la delusione che abbiamo provato anche noi quando ci siamo accorti di essere stati ingannati. Salvatore Borsellino e Gioacchino Genchi hanno tutta la nostra stima!

Oggetto: Ultima occasione per cambiare

Un partito come gli altri

Sono profondamente deluso dalla scelta di Antonio Di Pietro di appoggiare De Luca in Campania allineandosi alle posizioni del PD, Avevo creduto nelle assicurazioni che mi erano sta fatte a Vasto da Di PIetro di volere rinnovare e ripulire il suo partito per farlo diventare il partito della Società Civile, il partito dei giovani dagli ideali puri, il partito di chi ha come ideali la Verità e la Giustizia, il partito della gente onesta, un partito fatto solo di persone degne di sollevare in alto la nostra Agenda Rossa.. Mi sono sbagliato, sono stato ingannato.

Sono vicino a Gioacchino Genchi che ha annullato tutti i suoi incontri in programma con esponenti e candidati dell’IDV, concordo con le parole di Sonia Alfano che ha definito quello fatto da Di Pietro al congresso IDV un tradimento morale. Non ci si può alleare con l’UDC di Cuffaro nelle Marche e soggiacere alle scelte del PD appoggiando un pluriindagato in Campania, Sono profondamente deluso e mi confermo ancora di più nella decisione, che peraltro avevo già preso, di separare nettamente l’immagine del Movimento delle Agende Rosse da quella dell’IDV. A Vasto avevo ad alta voce richiesto di far diventare l’IDV il partito della gente onesta, di chi ricerca, come noi, la Verità e la Giustizia. Ritengo che la base di quel partito, i giovani di quel partito, abbiano gli stessi nostri ideali e le stesse nostre aspirazioni, ma le assicurazioni che mi sono state fatte in quell’occasione ed alle quali avevo dato credito, senza però firmare alcuna cambiale in bianco, sono state disattese. Di Pietro non ha saputo rinunciare ai voti clientelari, non ha capito che perdendo qualche migliaio di voti buoni per ogni stagione e per ogni bandiera avrebbe guadagnato molti più voti di giovani che per la Verità e per la Giustizia saranno sempre pronti a combattere.

Continuerò egualmente a sostenere persone come Benny Calasanzio, Giulio Cavalli, Emiliano Morrone, Sonia Alfano, Luigi De Magistris, tutte quelle persone che, continuo a credere, potrebbero fare diventare l’IDV quello che non ha avuto il coraggio di diventare. Invece dei passi avanti che mi attendevo sono stati fatti dei passi indietro e io non accetterò più, non tollererò più, che le bandiere dell’IDV si mescolino al simbolo delle Agende Rosse.

Salvatore Borsellino

Anna Rivelli siediti lungo la riva del fiume e aspetta…

siediti e aspettaPoco più di una settimana fa invitavamo Anna Rivelli a farsi direttamente promotrice di una aggregazione civica, candidandosi essa stessa alla carica di Presidente della Regione Basilicata. Una aggregazione che potesse finalmente consentire ai cittadini lucani di riprendersi il governo della regione, negando il consenso elettorale alle forti lobby trasversali e premiando la volontà e l’operosità di personalità serie e credibili provenienti dal mondo dell’associazionismo e del volontariato lucano.

Crediamo ancora fortemente che ciò sia necessario ed indispensabile per la nostra martoriata regione e che Anna riassuma in sè tutte le qualità per poter rappresentare e guidare un tale cambiamento. Il Circolo Gino Giugni conferma senza riserve la disponibilità a sostenerla in un progetto che rappresenti un reale cambiamento del modo di intendere la politica, sganciata da piccoli personalismi, egocentrismi e opportunismi. Una politica “orizzontale” che rappresenti realmente e senza equivoci le sempre più numerose istanze di cambiamento e crescita che provengono trasversalmente da tutta la società civile lucana.

Ma chiedevamo personalità serie e credibili ed oggi aggiungiamo anche affidabili. Se al momento non è possibile aggregare persone e gruppi con tali caratteristiche, allora è meglio fermarsi in tempo (il progetto era già partito). La credibilità, come la fiducia, non si guadagnano con le chiacchiere ma con i fatti.

Così come abbiamo avuto la determinazione e la coerenza di allontanarci da quel “porto delle nebbie” che è oggi l’Italia dei Valori lucana, dobbiamo avere il coraggio di star lontano dalle “nuove nebbie” che gridano di essere e di volere il cambiamento, ma che poi agiscono con gli stessi metodi della politica che dicono di voler combattere. E magari per “un piatto di pasta e fagioli”!

Come nel gioco dell’oca è opportuno, se queste sono le condizioni, che tu stia ferma un turno. Dedichiamo questo tempo a rafforzare il progetto di cambiamento, dimostrando con i fatti che è possibile, magari partendo, per una volta, da Matera.

…il cadavere del nemico passerà!

Il “Manifesto della delusione” IdV

allontanarsi

Pubblichiamo la lettera di dimissioni da Italia dei Valori di Anna Rivelli, iscritta, membro del direttivo e vera anima dei valori ispiratori dell’IdV Basilicata. Dimissioni che consideriamo “il manifesto” perfetto che rappresenta alla perfezione la delusione di chi, come noi e tanti altri, capisce che IdV non è quello che sembra. Avremmo voluto trovare noi le sue parole. Anna siamo con te!

“Una volta nel gregge, è inutile che abbai: scodinzola!” ( Anton Cechov). L’alternativa, è ovvio, è quella di uscire dal gregge. Con questa consapevolezza, convinta sebbene dolorosa, mi accingo a rendere pubbliche le mie dimissioni, già ufficializzate nei giorni scorsi al Coordinatore regionale del partito,  da componente del direttivo provinciale nonché da iscritta all’Italia dei Valori. Ritengo di dovere questa comunicazione a chi mi ha seguita nel tempo, tuttavia chi mi ha seguita non ha bisogno di ulteriori chiarimenti sulle mie posizioni. Mi manca, perciò, del tutto in questo momento qualsiasi intento polemico e recriminatorio: la necessità di fare chiarezza e ordine l’avvertivo forte allorquando sentivo l’IdV come la mia casa, oggi, invece, non ne sento più il bisogno né ritengo di avere il diritto di voler cambiare quelle condizioni  interne al partito che, a quanto pare, stanno benissimo a chi ci sta.

Sento tuttavia il dovere, verso me stessa e verso quanti in questi quattro anni di militanza ho invitato a sostenere l’Italia dei Valori, di ribadire l’estrema pericolosità di tutto ciò che riesce ad apparire diverso da ciò che è ed è capace di fare proseliti urlando a gran voce ciò che la gente stanca, vessata e in cerca di una speranza ha un bisogno disperato di sentire.

Ciò che mi spinge a lasciare questo partito, infatti, è proprio la spiacevole sensazione del grande inganno ordito ai danni delle persone che ancora potrebbero costituire un baluardo contro la deriva del Paese, quelle che riescono più o meno facilmente ad individuare ciò che sta danneggiando l’Italia, che riconoscono i danni del berlusconismo, che vogliono salvaguardare la Costituzione, che intendono lottare contro la mafia. Sono proprio queste, infatti, le persone che con maggiore entusiasmo si avvicinano all’Italia dei Valori pensando di trovarci il coraggio e la coerenza di una opposizione vera.

Tutto questo non c’è o, meglio, io non l’ho trovato. Sarei disposta a mettere in discussione le mie capacità di discernimento, sono disposta a metterle in discussione, tuttavia mi sento confortata dall’analoga sensazione che in Basilicata e in tutta l’ Italia ha fatto nascere il dissenso e ha portato all’allontanamento di molti. Il grande abbaglio, insomma, ha accecato anche me, ma non me soltanto. Per tutto questo non ho rancore; non rinnego l’entusiasmo del passato né la decisione presente. “Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità”, recita un proverbio arabo. Io ho accordato il mio alla verità che oggi mi appare e mi prendo persino il lusso di voler sperare di dovermi un giorno ricredere, magari davanti all’evidenza che con questa IdV che ama definirsi “l’unica alternativa di governo” sarà stata rifatta la Basilicata, l’Italia, l’Europa, il Mondo intero.

Gli ideali che mi hanno fatta avvicinare all’Italia dei Valori erano i miei allora, sono i miei oggi, anzi  sono rafforzati dalla passione con cui, purtroppo proprio all’interno del partito, ho sentito di doverli difendere. Non vado via, insomma, guidata dal cuore, bensì dalla ragione. “Non sono le idee che mi spaventano, ma le facce che rappresentano queste idee” (Leo Longanesi).

Anna R.G. Rivelli

A Matera multe con le telecamere?

vigileAl Circolo Gino Giugni è giunta notizia, da parte di alcuni cittadini, sul presunto utilizzo da parte della Polizia Municipale di Matera di telecamere mobili, collocate all’interno degli autoveicoli di servizio, che servirebbero a filmare le infrazioni al codice della strada commesse sulle strade comunali, in particolar modo i divieti di sosta.

Dette infrazioni non verrebbero contestate immediatamente dagli agenti di polizia municipale ai presunti trasgressori, per cui i malcapitati cittadini si vedrebbero successivamente notificare a domicilio verbali per violazioni al codice della strada che avrebbero dovuto essere state contestate e verbalizzate immediatamente. I verbali, quindi, sarebbero elevati solo successivamente sulla base dei predetti filmati, costringendo i trasgressori al pagamento oltre alla sanzione di ulteriori 14 euro di spese di notifica del verbale. Si ricorda inoltre che un eventuale ricorso al Giudice di Pace costa almeno dal primo gennaio di quest’anno altri 38 euro al ittadino.

Alla luce di tanto, il Circolo chiede al Commissario Prefettizio se tali notizie siano fondate. In caso affermativo, il Circolo ritiene che la prassi adottata dagli organi di polizia municipale, nel caso descritto, sia contraria ai principi di trasparenza, chiarezza e correttezza nei confronti dei cittadini, principi che debbono sempre informare l’attività della pubbblica ammistrazione.

Un triste esempio dell’uso incauto ed indiscriminato di tali prassi è rappresentato dalle migliaia di verbali annullati per le multe elevate con le telecamere di accesso ai Sassi, per le quali il Comune ha maturato un debito per i costi di notifica nei confronti delle Poste Italiane di oltre 140.000 euro di cui si dovrà far carico l’intera collettività. O le altrettante migliaia di verbali contestati per l’autovelox di Viale Italia, per i quali sono pendenti altrettanti ricorsi, grazie all’intervento attivo delle associazioni dei consumatori, presso il Giudice di Pace o il Prefetto.

Considerate, inoltre, le pesanti ristrettezze economiche con le quali molte famiglie materane devono fare i conti, una multa, aggravata dalle spese di notifica, può mettere definitivamente in crisi il bilancio familiare e deve, a maggior ragione e per non diventare ingiusta e vessatoria, essere fondata su inoppugnabili elementi di fatto e di diritto.