48 morto che parla…

In occasione della seconda visita a Matera dell’On. Antonio Di Pietro, a sostegno della nuova (si fa per dire) dirigenza del “SUO” partito, il Circolo Giugni,  ha inteso rivolgergli quattro semplici domande, alle quali, senza alcun dubbio, vorrà rispondere. 

Quattro domande ad Antonio Di Pietro

 

1) Gentile On. Di Pietro, la mozione di sfiducia al governo Berlusconi è stata bocciata grazie ai due voti dell’On. Scilipoti e dell’On. Razzi, solo qualche giorno fa ancora deputati IdV ed ora berlusconiani. Anche alla luce di precedenti numerose defezioni dal suo partito, non ritiene che i criteri di selezione delle candidature da Lei finora adottati, anche a livello locale, abbiano impedito un vero e credibile rinnovamento della classe dirigente IdV?

2) Il codice etico del suo partito, sottoscritto da tutti i candidati alle scorse elezioni amministrative ed europee, prevede che, anche in caso di rinvio a giudizio per reati tra i quali quelli contro la pubblica amministrazione, l’eletto IdV ma anche chi ricopre incarichi istituzionali in Comune, Provincia o Regione, debba immediatamente dimettersi dall’incarico e dal partito. Ove fosse confermata la notizia del rinvio a giudizio per abuso d’ufficio, chiederà le dimissioni dell’assessore regionale alla formazione, Rosa Mastrosimone? E come mai l’europarlamentare de Magistris, rinviato a giudizio per omissione di atti di ufficio, non le ha ancora rassegnate?

3) Bruno Tinti, ex magistrato autore di “Toghe Rotte” e di “La Questione Immorale”, nel corso di uno spettacolo organizzato da IdV il 10 dicembre scorso, ha stigmatizzato la politica che va “a rimorchio della magistratura” nella selezione della propria classe dirigente: difatti, i partiti eventualmente aspettano che i propri eletti vengano eventualmente indagati o condannati per cacciarli. Tinti ha invece esortato anche IdV a svolgere approfondite ed accurate indagini sulla onorabilità, serietà ed affidabilità della propria classe dirigente al fine di individuare ed estromettere per tempo “le mele marce”. On.le Di Pietro, intende seguire il consiglio di Tinti? E se sì, anche in Basilicata?

4) IdV ha votato ed approvato a fine 2009 con PdL e Lega il cosiddetto “federalismo demaniale” ovvero il trasferimento di molti beni pubblici dallo Stato alle Regioni, alle Province ed ai Comuni. Non crede che le notevoli difficoltà finanziarie di gran parte degli enti locali, stretti nella morsa del patto di stabilità, possano determinare la massiccia privatizzazione di beni storici ed artistici anche di pregio, realizzata attraverso la cessione ai privati di tali beni pubblici da parte degli stessi enti locali al fine di “fare cassa”?

Ovviamente, come nella migliore consuetudine, il capo dell’IdV-Udeur non solo non ha dato risposta alle nostre legittime domande, ma non ha neanche avuto rispetto per la stampa presente ad aspettarlo, arrivando con quasi 2 ore di ritardo ed evitando accuratamente di rilasciare interviste. Guardate un po’ questo servizio video realizzato dall’emittente locale TRM.

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