Il Circolo Gino Giugni non rinnoverà l’adesione a IDV nel 2010

Il Circolo Gino Giugni non rinnoverà l’adesione ad Italia dei Valori nel 2010 e proseguirà autonomamente il proprio percorso di impegno civico e sociale.
A questa decisione, sofferta e dolorosa, il Circolo Giugni è giunto constatando che sono caduti nel vuoto gli appelli testardamente (ed ingenuamente) lanciati negli ultimi tre mesi alla dirigenza lucana e nazionale di IDV sulla necessità ed urgenza di affrontare e rimuovere le contraddizioni e le anomalie che fanno di IDV Basilicata e Matera entità distonica rispetto ad IDV Nazionale.
A livello locale, a nostro avviso, si contraddice ciò che a livello nazionale si va meritoriamente e coraggiosamente realizzando.
Ancor prima degli ultimi mesi, nel corso degli ultimi due anni, il nucleo fondante del Circolo Gino Giugni ha più volte pacatamente criticato e urbanamente contestato una gestione del partito che ne faceva un “porto delle nebbie”, assente sulle gravi questioni che affossano la città di Matera.
Fatta eccezione per sporadici ed occasionali comunicati stampa frutto di iniziative di singoli senatori o assessori regionali, in oltre due anni, IDV Matera è rimasta rigorosamente inattiva nonchè sorda alle nostre proposte di iniziative e di attività che potessero finalmente dimostrare alla pubblica opinione una capacità di proporre soluzioni ai problemi che incidono la carne viva dei lucani (su tutte, lo spreco di risorse pubbliche, lo scempio delle risorse ambientali, l’emigrazione, la disoccupazione strutturalmente indotta dalla delocalizzazione).
In questi ultimi due anni, la dirigenza lucana di IDV si è ben guardata dall’innescare i meccanismi democratici statutariamente previsti finalizzati a rinnovare i coordinamenti regionali, provinciali e cittadini: difatti, hanno continuato a sedere nei coordinamenti soggetti che ormai erano da tempo e dichiaratamente fuori dal partito. In due anni, non è mai stata convocata un assemblea degli iscritti nè regionale, nè provinciale, nè cittadina.
Questo quadro fosco l’abbiamo ripetutamente stigmatizzato per mesi: ma abbiamo soprattutto lavorato e realizzato iniziative (anche micro-iniziative) concrete tutte accomunate dalla volontà di lavorare nei fatti (non a parole) per il bene comune, formando una nuova classe dirigente composta da giovani e donne provenienti dal mondo della c.d. società civile e del volontariato. Persone che fossero, anzitutto, persone qualificate, competenti, credibili e stimate. Persone libere e coraggiose, svincolate completamente  dal familismo e dal clientelismo molto forti e ramificati alle nostre latitudini.
Credendo nella possibilità di rinnovare nel senso appena detto la classe dirigente di IDV, il nucleo fondante del Circolo accettò alle scorse provinciali la sfida elettorale candidando Domenico Bennardi e Gianfranco Lopez, ed ottenendo buoni risultati e contribuendo all’elezione del consigliere provinciale.
Il notevole scostamento tra il risultato delle provinciali e delle europee avrebbe dovuto segnalare alla dirigenza lucana che la direzione da prendere senza esitare era quella di favorire in ogni modo l’ingresso nel partito della società civile “migliore” nel senso dinanzi evidenziato.
Come da noi paventato in tempi non sospetti, la lezione delle provinciali è stata evidentemente ignorata e la dirigenza lucana e nazionale ha  preso la direzione opposta: disinteressarsi dei programmi, della serietà e del contenuto delle proposte, delle alleanze politiche e del curriculum dei potenziali candidati e candidare, direttamente e senza consultare la base degli iscritti, soggetti provenienti da altri partiti o movimenti, detentori di consenso elettorale.
Nonostante già dallo scorso luglio sia stata richiesta la convocazione degli organi volitivi del partito, c’è stata solo una convocazione fino da oggi: il 18 dicembre 2009 con all’o.d.g., oltre ai rituali auguri, la comunicazione unilaterale ai convocati delle candidature alle regionali già decise a Roma dagli On.li Messina e Rota.
Abbiamo più volte chiesto notizie sul famigerato “comitato elettorale” creato appositamente per preparare a tempo debito le candidature alle regionali ed alle comuncali: senza nessun esito. Del comitato si sono perse le tracce.
Insomma, confermando ogni più triste previsione, IDV Basilicata e Matera si avvia a confermare tutta la sua “ontologica” diversità rispetto all’IDV Nazionale: un partito che, citando quanto detto dall’assessore regionale uscente nell’unica convocazione del 2009, “non può vincere basandosi sul voto di opinione” (“anche perchè questo è quantificabile sono attorno al 10% del suo bacino di elettori potenziali”); difatti, “per IdV non funziona il voto d’opinione, ma “tutto viene orientato dalle candidature politiche, che devono per questo “essere forti””.
Alla luce di tanto, è inaccettabile per il Circolo Gigno Giugni assistere alla definitiva conquista ed occupazione di un partito oramai ridotto ad una comoda “porta girevole” grazie alla quale “politici” lontani dallo statuto dei valori di IDV intendono perpetuare carriere politiche che, a nostro avviso, non hanno nell’interesse esclusivo della comunità lucana il loro “faro guida”.
Quasi che la sola apposizione del simbolo IDV svolga una azione catartica rispetto alle responsabilità politiche, ridonando credibilità politica a chi l’ha ampiamente dilapidata.
Per noi del Circolo, tutto quanto finora descritto rappresenta una chiara deriva che annullerà definitivamente le differenze tra l’IDV e partiti come l’UDEUR, differenze fino a pochi mesi fa ancora presenti e visibili anche agli elettori meno informati e più distratti.
E noi abbiamo scelto con passione e convinzione l’IDV non l’UDEUR.
Non importa quanta strada si fa, l’importante è con chi la si fa (Gianni Mura).
Per tutti questi motivi, abbiamo deciso di continuare autonomamente il nostro percorso di impegno e di lotta civile finalmente liberi dall’immobilismo e dalle sabbie mobili alimentate dalla dirigenza lucana, nonchè del forte disagio di dover contrastare proprio dentro IDV esponenti di quella classe politica che noi riteniamo, per quanto dimostrato in passato e per quanto riaffermato negli ultimi mesi, incompatibili con i valori statutari e gli obiettivi politici di IDV.
Il Circolo G. Giugni di Matera

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6 risposte a Il Circolo Gino Giugni non rinnoverà l’adesione a IDV nel 2010

  1. domeniko dice:

    una scelta difficile ma di coraggio e coerenza. Ad maiora.

  2. Vito dice:

    complimenti di cuore. Una scelta di coscienza e serietà, tanti come voi, me in primis, pensano la stessa cosa.
    avanti così !

  3. ALBERTO BOSCHI dice:

    Peccato, noi dell’ Altra Italia dei Valori abbiamo scelto di restare nonostante le espulsioni, ma la situazione della Lucania è molto diversa da quella della Lombardia. Noi confidiamo nell’elezione in Regione di Giulio Cavalli e nella sconfitta ed uscita di scena di Alessandro Milani e di Sergio Piffari. Così abbiamo la speranza che tra qualche mese la Casta verrà sconfitta e l’Italia dei Valori sarà veramente il partito della democrazia, legalità e solidarietà.
    Allora voi, cari amici di Matera, potrete rientrare. Almeno questo vogliamo sperare. Domani saremo a Brescia alla terza assemblea autoconvocata della Base. Saremo lì anche per voi: un fraterno arrivederci.

    ALBERTO BOSCHI
    Missionario diocesano ambrosiano in Nicaragua, perseguitato politico del governo di Daniel Ortega
    Imprenditore sociale al servizio degli ultimi
    Cittadino e democratico, iscritto all’Italia dei Valori, tessera 9118, espulso dal partito

  4. Libero Malavasi dice:

    Non si va via alla vigilia di un congresso nazionale che può riuscire a trasformare in senso democratico l’I.d.V. in un moderno Partito d’Azione ..!!
    Proprio Gino Giugni, che di quel partito era un ammiratore, non avrebbe mai compiuto una scelta distruttiva come la vostra .
    Davanti all’emergenza democratica, frutto del governo fascista e piduista al potere, è il momento di unire, non di dividere..!!

  5. maddalena dice:

    vanno via dall’IVD solo i pavidi e i vigliacchi

  6. Oliviero Oldani dice:

    @Libero
    Forse il suo messaggio andrebbe indirizzato a tutti quegli esponenti di IdV che credono ancora nella vecchia politica di Casta e che stanno dividendo i comuni cittadini dal partito IdV. Succede in molte parti d’Italia: oltre che in Lucania, Varese, Monza & Brianza, ecc.